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venerdì 8 novembre 2013

Un novello arbiter elegantiae



I gatti sono destinati ad insegnarci
che non tutto in natura ha uno scopo.


Mi  miagolò un musetto cinerino
e sporse dalla grata sul mio sterno
la zampetta; da lì fu amore eterno:
«M'ha scelto lui, è forse un segno del destino?»

Non gradisti, comunque, il trasportino:
ti dimenavi e urlavi al suo interno,
e scatenasti nell'auto un inferno
tal che in retro ho urtato un colonnino.

Cessasti a casa d'esser un demonio:
ti mostrasti, anzi, compìto e gaudente;
e basta aver un po' di comprendonio,

mirarti il guardo dolce e intelligente,
per capire che il nome di Petronio
è quel che si confà a te maggiormente.


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Un novello arbiter elegantiae di Marco Luchi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.
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giovedì 8 agosto 2013

La ballata di Gnaccaro

  


Sono nato una mattina
nel buio di una cantina,
mia madre una dolce gattina
con il viso a forma di luna.
 
Ero il meglio della covata:
a me toccava la prima poppata;
ma venne un giorno una bambina
che mi portò dalla cantina

alla sua splendida casina.
 
M'innamorai della gatta del vicino;
miagolavo il mio amore di notte,
ed è per questo mi toccaron le botte:
secchi d’acqua e scarpe rotte!
 
Ma gli umani, ignari del sentimento,
notaron che il mio amore
portava troppo odore;
e, siccome sono un gatto fortunato,
mi ritrovai... castrato!
 
Un giorno, passando per Giovi,
vidi una casa piena di rovi;
pensai: «questa è la casa che fa per me!
(Anche perché un’altra non c’è...)»

C’era chi mi faceva le trecce,
ma anche chi mi lanciava le frecce:
un giorno vidi delle trote salmonate,
ne rubai una, e la Carla mi prese a scopate!
Ma a parte questo piccolo errore
(che non conta niente)
è proprio la casa che avevo in mente!
 
Un giorno mi saltò addosso
un gatto tutto pazzo,
scambiandomi per un sacco!
Mi ritrovai tutto un dolore,
ed è per questo che venne il dottore!
Ma l’odore d’etere mi manda in furore:
quant’è bello graffiare il dottore!
 
Allora decisi di scappare,
ma questa casa mi rimase nel cuore:
anche perché non saprei dove andare
a far, come qui, quel che mi pare!



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La ballata di Gnaccaro by Marco Luchi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Italy License. Based on a work at http://marchingegno88.blogspot.it/2013/08/la-ballata-di-gnaccaro.html. Permissions beyond the scope of this license may be available at marchingegno88@gmail.com.

giovedì 13 giugno 2013

Alla mia gatta Siria

«Che sfruttatori i gatti! Che ruffiani!
Invece se un bel dì, fuori di brocca,
prendessi il mio Fido a calci in bocca, 
mi mangerebbe ancora dalle mani!»
 
Anche sentire 'sti discorsi insani
dal mio veterinario, ahimè!, mi tocca!
Te lo dovevo: tu eri la mia cocca,
dovevo assicurarti un gran domani.

Poi, ritornata in forze, a suon di fusa
ci ripagasti, grata e un po' sciantosa.
Oh, eri la peggio messa del gattile...

Ma la vita di grazie non abusa:

 poco dopo, quand'eri più graziosa,
peristi sotto le ruote d'un vile.


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